Ivan Zazzaroni, direttore del Corriere dello Sport, è stato intervistato oggi in diretta a ‘Punto Nuovo Sport Show’, trasmissione con Umberto Chiariello in onda su Radio Punto Nuovo. Il giornalista ha spiegato come l’indotto legato al mondo del calcio coinvolga un numero di persone enorme, che potrebbe avere grossi problemi economici se il movimento ripartisse a Settembre.

“La gente non ha capito che noi lottiamo non per la sopravvivenza di Ronaldo, ma per i 300mila italiani che lavorano nel mondo del calcio: giardinieri, impiegati, baristi, ristoratori. Qualcuno è in cassa integrazione, qualcun altro è totalmente fermo. Nessuno ha preso parte ad una battaglia politica, ma è per la sopravvivenza di un sistema che dà da mangiare a tante persone. Chi ci dà la certezza che noi saremo liberi dal virus? Vorrei che qualcuno ce lo dicesse. Se dobbiamo convivere con questo problema, è meglio fare un protocollo subito, rischiare, ma intanto ricominciare e riattivare il circuito del denaro, dell’emozione. 

Quattro mesi senza nulla vorrebbero dire un danno enorme per tutti. Un Ministro ha delle sede istituzionali in cui discutere, ma ha preferito correggere o smentire delle cose dette dal Premier mezz’ora dopo il suo discorso. Oggi ha detto che il Governo cercherà di rientrare economicamente, il calcio non ha chiesto soldi perché sa che non può accedere a privilegi quando c’è gente che non ha pane per mangiare. Ha detto una roba allucinante, un autogol. Cristiano Ronaldo è uno, ma tutti coloro che lavorano attorno al calcio sono 100mila e quasi tutti in cassa integrazione. O la gente capisce che non è un problema politico, ma personale, o siamo finiti.

Un Ministro dello Sport aiuta in tutti i modi il sistema, se poi non si può giocare perché ci sono ancora numeri troppo alti, potrebbe dire di aver fatto di tutto. Lui fa l’impossibile, ma nel senso opposto. Devono capire che la nostra non è una battaglia per Ronaldo, Insigne, Dzeko, non vogliamo che si torni a giocare perché ci piace, ma perché c’è una macchina che deve ripartire. Ci sono presidenti che non vogliono retrocedere o che non vogliono pagare quattro mensilità. C’è grandissima confusione, non pensavo di trovarmi in una situazione del genere, ma potevo immaginarlo conoscendo i personaggi. È un disastro, ci vogliono date certe. Siccome il 25 Maggio la UEFA pretende una risposta sulle date certe in cui poter giocare, se non si decide in fretta non ci si torna neppure ad allenare”.

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